venerdì, 03 luglio 2009

Amici Miei, così, a sorpresa, la replica della terza puntata.

DELITTO ALL'UNIVERSITÀ


Riassunto delle puntate precedenti.
Una ragazza sta camminando di sera tardi e la uccidono. Arriva la polizia e all'ispettore gli sa che conosce la vittima.

Terza Puntata


PARTE PRIMA
Capitolo Secondo

GIORNO DA CANI
 
“Pace, Pace o spirito corrucciato!”
 
 
 
Il cielo si preparava a scaricare acqua a tutte cariche mentre Andrews porgeva all'ispettore Lucas il libretto universitario della ragazza. Il vento era calato all'improvviso e c'era stato un repentino cambiamento di pressione. Ma il freddo che provava Lucas non veniva da fuori, non erano le gocce di pioggia che cominciavano a scorrergli giù per la pelata, non era per il fatto che aveva dimenticato di indossare le mutande lunghe. No, in quella stagione d'altra parte non le indossava mai. Vabbè che era ricilatu di Diu, ma le mutande lunghe a giugno... Solo Andrews poteva indossarle. No, quel freddo veniva da dentro. Erano i suoi ricordi a essere diacci come la mano di quella povera fanciulla strappata troppo presto al suo futuro. Lucas ricordò...

Era disteso su un prato, all'ombra di un ulivo. Aveva in bocca uno stelo di grano selvatico con cui aveva costruito una trombetta e rompeva le palle alle cicale. Aspettava lei. E lei non tardò ad arrivare. Vestita appena di stracci cavalcava a pelo un giovane stallone bianco che dal colore lui aveva capito si chiamasse Brunello. In sottofondo la musica del bagnoschiuma Vidal. Lei si chiamava Vandala. Ma c'era un gioco tra loro... A loro piaceva chiamarsi con dei nomignoli strani. E così Vandala divenne Rosa... e Lucas divenne Hazzo. Lei galoppava verso di lui al rallentatore. Lui sputò la sciumbareddha, scattò in piedi e a sua volta si mise a correre al rallentatore verso di lei gridando il suo nome a gran voce:
"Rosa!"
"Hazzo!" - rispose lei.
"Rosa!"
"Hazzo!"
"Rosa!"
"Sine! Ho sentito!!! Hazzo!"
Finalmente i due furono vicini, tanto vicini che lei spiccò un salto leggiadro dal cavallo Brunello al galoppo per atterrare dolcemente sul collo di Lucas, spezzandoglielo in tre punti. Ma a lui questo non importava: finalmente aveva tra le sue braccia la sua amata Vandala! Era talmente emozionato, ma talmente emozionato che se la lasciò sfuggire di mano e lei stracinò per terra per un bel pezzo prima di fermarsi contro le radici dell'ulivo sotto il quale poco prima Lucas rompeva le palle alle cicale... Lui corse a soccorrerla.
"Rosa..."
"Rosa lu Hazzu!" Rispose lei leggiadra. Lucas la guardò stesa sul terreno e di colpo la fanciulla gli apparve così come la vergine nera ma bella di cui dice il Cantico. Essa portava un abituccio liso di pelli grezze che si apriva in modo abbastanza inverecondo sul petto, e aveva al collo una collana fatta di pietruzze colorate e, credo, vilissime. Ma la testa si ergeva fieramente su un collo bianco come torre d’avorio, i suoi occhi erano chiari come le piscine di Hesebon, il suo naso adunco era una torre del Libano, le chiome del suo capo come porpora: Vandala era fiusca. Sì, la sua chioma gli parve come un gregge di capre, i suoi denti come greggi di pecore che risalgono dal bagno, tutte appaiate, sì che nessuna di esse era prima della compagna. O, almeno, talemente olevano. E...
”Come sei bella, mia amata, come sei bella,” gli venne da mormorare, “la tua chioma è come un gregge di capre che scende dalle montagne di Galaad, come nastro di porpora sono le tue labbra, spicchio di melograno è la tua guancia, il tuo collo è come la torre di David cui sono appesi mille scudi.”
“La facce tua!” Rispose Vandala. “Mi hai praticamente detto che i miei capelli puzzano di pecora, che ho la bocca stretta, le guance zzanguinate come due arance e il collo troppo lungo e per di più brufoloso!”
Lucas la ascoltava e si chiedeva spaventato e rapito chi fosse costei che si levava davanti a lui come l’aurora, bella come la luna, fulgida come il sole, terribilis ut castrorum acies ordinata!

Andrews lo destò dal torpore del ricordo. Pioveva a dirottissimo. Era completamente zuppo, la pioggia gli colava dal naso come sudore in una giornata di Luglio a scacco di maricio.
"...nsa ispettore?"
"... Come?... Come dice Andrews?"
"Dicevo, che ne pensa ispettore?"
"Conosco la vittima. Si chiama Rosa... No, mi scusi Andrews..."
Lucas si levò in piedi.
"Si chiama Vandala, Vandala Giannuzzi."
"Hai visto? Lo dicevo io che il libretto universitario non vale come documento di riconoscimento. E quello dice..."
"Che intendi dire Andrews?... Per l'arma tua parla!"
"Il libretto dice che si chiama Sue Ellen Scracia!"
"Sue Ellen Scracia? ... possibile? Dia qui!"
La pioggia cessò di colpo. Lucas strappò il libretto dalle mani di Andrews, guardò la foto, poi si accosciò per guardare bene il volto della vittima...
"Naaa, sì: è vero! Questa non è Vandala. Mi sono confuso. E sì, mi sono dovuto confondere... e allora questa non è Vandala."
"Lei pensava che fosse Vandala Giannuzzi?"
"Sì."
"Nooo, questa Sue Ellen Scracia è."
"Fiuuu, meno male vah." sentenziò Lucas. "Ripulite tutto e seguitemi in centrale. E sì, mi devo essere confuso con... e sì meh... così è dovuto essere stato..."
Il corpo fu portato via, il sangue lavato dalla pioggia. Il mattino dopo la vita sotto Porta di Rudy riprese come nulla fosse accaduto. Ma l'assassino era ancora in circolazione, libero e pericoloso come una cinquecento lire di carta che nessuno si era ancora preoccupato di consegnare alla Banca d'Italia. Come un autobus del dopoguerra che la ditta di trasporti pubblici non aveva ancora mandato in rimessa. Libero e pericoloso come un assassino. 

Fine Terza Puntata


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Buona giornata
Bac
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venerdì, 26 giugno 2009
Amici Miei, non so che dire.

E' MORTO MICHAEL JACKSON (ANSA) - WASHINGTON - Michael Jackson e' morto: la celebre popstar era stata colpita da arresto cardiaco nella sua abitazione. Quando l'ambulanza è giunta nella abitazione del cantante a Los Angeles, riferisce il sito TMZ,  il cuore della popstar aveva smesso di battere. Il cantante è stato portato d'urgenza all'ospedale UCLA. "Abbiamo appena appreso che Michael Jackson è morto. Il cantante ha sofferto un arresto cardiaco e l'ospedale paramedico non è riuscito a rianimarlo". "Quando Jackson è giunto in ospedale non aveva più un battito cardiaco", afferma TMZ. La notizia del decesso e' stata confermata da diversi media Usa.







MORTA FARRAH FAWCETT, ICONA DELLA GENERAZIONE POP WASHINGTON - L'attrice Farrah Fawcett è morta dopo una lunga battaglia contro il cancro. La morte dell'attrice è stata confermata da un portavoce. La Fawcett aveva 62 anni e da tempo era malata di cancro anale. E' morta in un ospedale di Los Angeles. L'atrice era diventata famosa con la serie televisiva 'Charlie's Angels'.

L'attrice aveva scoperto di essere malata di cancro nel 2006. Aveva tentato un trattamento sperimentale in Germania ma da tempo era tornata in California. Al suo fianco è rimasto l'attore Ryan O'Neal: i due vivevano insieme dagli ani '80, in una relazione che aveva avuto crisi prolungate. La sua battaglia contro la malattia era stata documentata in un film televisivo, 'The Farrah Story', che aveva commosso milioni di spettatori ma aveva scatenato anche polemiche sul diritto alla privacy dei pazienti in fin di vita.

L'ANNUNCIO DI O'NEAL

"Dopo una lunga e coraggiosa battaglia contro il cancro, la nostra amata Farrah è mancata", ha affermato l'attore Ryan O'Neal, compagno da molti anni della attrice, in una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa della coppia. "In questo momento molto difficile per la sua famiglia e per i suoi amici - afferma la dichiarazione - sono motivo di conforto i momenti meravigliosi condivisi con Farrah in questi anni e la consapevolezza che la sua vita ha portato gioia a così tante persone nel mondo". L'attore O'Neal era al fianco della attrice al momento della morte in un ospedale di Los Angeles. I due attori hanno vissuto insieme dagli anni '80 in una relazione che ha avuto i suoi alti e bassi, compresi lunghi periodi di separazione.


(Entrambe le notizie sono prese dal sito dell'ANSA)
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BAC
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martedì, 28 aprile 2009
Amici Miei, ho trovato sul sito dei Pooh la lettera che Stefano D'Orazio ha voluto scrivere a tutti noi. Ve la ripropongo senza commento.


LA LETTERA DI STEFANO

“Sono Stefano D’Orazio… Quello dei Pooh.

Sono al capolinea. Sto per scendere dalla grande astronave luminescente e fortunata che per tanti anni mi ha trasportato oltre le mie aspettative in una lunga avventura indimenticabile, spesso faticosa, quasi sempre straordinaria.

Un viaggio iniziato spensieratamente, quasi per gioco, in quel tempo in cui il mio futuro, sembrava essere così lontano che ero certo di potermi prendere tutto il tempo che volevo prima di affrontarlo. E così, in attesa di diventare “grande” e di fare “le cose per bene”, sono salito, tanto per farmi un giro, sul quel traballante ottovolante che, in quel tempo, solo in pochi chiamavano musica.
Niente cinture di sicurezza e niente casco, ero leggero ed incosciente, senza bagagli, perché immaginavo non mi sarebbero serviti, d’altra parte al Luna Park non ci si porta neanche lo spazzolino da denti, si entra, si spara nel centro e se ti va di lusso vinci una bambolina e torni a casa che magari non s’è ancora fatta sera.

E invece no, all’improvviso l’ottovolante è diventato mongolfiera e forse spinto da venti di fortuna, ho cominciato a volare. Tra una nuvola e un temporale il mio pallone è diventato aeroplano e poi astronave, muovendosi per una rotta che non sapevo bene dove mi avrebbe portato, ma che avevo la sensazione che poteva essere quella giusta. E le cose sono andate.

Sono diventato un buon cliente di “Popland”, ho vinto telegatti e pesci rossi, ho raccontato le mie piccole fantasie a gente che forse, come me, aveva bisogno di piccole cose per addormentarsi felice.

Ho incontrato applausi e neve in autostrada, ho sorriso alle lucette rosse delle telecamere e ai miei amori importanti, ho rotto bacchette ed amicizie troppo grandi per sopportare le mie eterne lontananze, ho tenuto a battesimo i figli degli altri senza avere mai avuto il coraggio di farne uno mio, ho messo tutto il mio tempo e tutto il mio talento nella grande avventura che mi ha accompagnato fin qui stappando bottiglie frizzanti e qualcuna che sapeva di tappo e ho spento da poco 60 candeline rendendomi improvvisamente conto che tutto quello che potevo dire in questa fortunata dimensione, l’avevo già detto.

Non è facile decidere di dire basta quando tutto va alla perfezione, quando il successo con la esse maiuscola non sembra essere ancora stanco di accompagnarti, non è stato facile per me e so per certo che non lo è stato neanche per i miei “amici per sempre”, ma ho sentito l’irrefrenabile bisogno di mettere un punto alla mia vita e voltare pagina.
Il mio futuro non è più così lontano e tutte le “altre” cose che “prima o poi” mi ero promesso di fare pretendono di essere fatte.

Non so bene da dove ricominciare.

Forse scoprire il senso della noia, che non ho avuto mai il tempo di apprezzare.
Forse viaggiare accorgendomi magari che tutte le città che credo di conoscere, oltre ad uno stadio, ad un teatro o a un palasport, sono fatte anche di gente e di storia.
Forse finire di leggere tutti i libri che ho dimenticato aperti sui comodini degli alberghi.
Forse scrivere il “mio libro” sperando che qualcuno possa dimenticarlo aperto su qualche comodino.
Forse raccontare ai ragazzi cose di musica e di vita e riuscire a scommettere che a farcela possono essere più di uno su mille.
Forse semplicemente coltivare capperi a Pantelleria e la sera andare a cena da Mario.
Forse chissà, ma di certo c’è, che la mia stagione da Pooh è finita, senza colpe né rimpianti. Mi si è semplicemente spento quell’entusiasmo che è sempre stato il motore del mio fare.

Ero partito senza bagagli dicevo, ma strada facendo ho dovuto comprare parecchie valige per riuscire ad infilarci dentro tutto quello che mi accadeva, e oggi rovistando tra i ricordi mi sono reso conto che prima di scendere dalla grande astronave, devo dire tantissimi grazie.
In primis ai miei 3 compagni di viaggio senza i quali la mia mongolfiera non si sarebbe mai alzata da terra, hanno avuto l’incoscienza di credere ai miei voli pindarici e la pazienza di sopportare i miei ruzzoloni. Con loro ho trascorso i miei tempi migliori ed ho diviso il meglio di questa lunga storia.

Grazie alla mia famiglia, a mio padre e a mia madre che forse non volevano immaginare che avrei suonato il tamburo per tutta la vita, ma che anche oggi che non ci sono più continuano ad accompagnare il mio andare e mi hanno lasciato dentro il senso indelebile del vivere onesto.

Grazie al “popolo dei Pooh” che ha voluto farmi arrivare fino a qui.

Grazie a tutti coloro che hanno accompagnato le mie notti e i miei giorni di lavoro.
A quelli che si sono stancati con me per preparare i miei momenti migliori.
A quelli che senza mai prendere un applauso sono stati gli artefici di mille applausi.
Ai ragazzi che hanno smontato e rimontato mille volte le mie batterie.
A chi mi ha insegnato che la musica è il più bello di tutti i lavori.
A chi mi ha insegnato che questo lavoro non è solo musica.
A chi scrive sui giornali e che male o bene ha scritto di me.
A chi dalla radio o dalla televisione ha fatto arrivare alla gente le mie piccole storie.
Alla mia unica ed “eterna” casa discografica.
Ai collaboratori di ieri e di oggi.
Alle mie ragazze della “stanza dei bottoni”
A chi è cresciuto accanto alla mia scrivania e oggi sa come si fa, molto meglio di me.

Grazie a tutti quelli che sanno che gli sono amico e che sanno che anche domani potranno contare su di me.

Grazie a tutti quelli che mi saranno amici anche domani.

Grazie, io scendo qui”.

 

Stefano D’Orazio

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Buona Giornata
Bac

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mercoledì, 22 aprile 2009
Amici Miei, sono senza parole!


Il Cavaliere e le sue veline

Berlusconi distribuisce opuscoli informativi sulle istituzioni politiche europee alla ventina di ex show girl e fan del Pdl che concorrono alla candidatura per le elezioni di giugno. Prima lo studio, poi i... provini

Il politico più amato del mondo: questo dice di sé Silvio Berlusconi, forte dei sondaggi che lo danno al 73,5 % di gradimento. «Più di Obama, Lula, Tusk ed Erdogan», dice il premier alle venti bellezze che il Pdl proporrà per la candidatura alle elezioni europee del 6 e 7 giugno prossimi. «Voglio volti giovani, facce nuove per rinnovare l'immagine del Pdl e dell'Italia in Europa», traduce in termini politici ai suoi, circondato da un harem adorante.

E quindi via libera alla nuova pupilla Barbara Matera (ex annunciatrice Rai, ex letteronza a Mai dire gol e attrice nella serie Carabinieri 7), alla rossa Angela Sozio (ex gieffina, tra le protagoniste della paparazzata-scandalo a Villa Certosa qualche estate fa, causa scatenante - insieme con altri episodi simili - della reprimenda infuocata che Veronica Lario consegnò alla stampa all'indirizzo del marito), all'attrice Eleonora Gaggioli (qualcuno la ricorderà nelle serie tv Don Camillo ed Elisa di Rivombrosa) e a Camilla Ferranti (ballerina, ex tronista a Uomini e donne, immortalata in un calendario del 2008 e assunta agli onori della cronaca perché citata nella famigerata telefonata tra Berlusconi e Saccà).

Ma non è finita qui. La fiera della vanità che ha sfilato, ironia della sorte, davanti al portone di via dell'Umiltà comprendeva anche l'ex «valletta danzante» (come scrive lei stessa nel suo sito ufficiale) Adriana Verdirosi, forse più nota - nonostante il passato televisivo - nel Sol levante come la voce del singolo di successo Sunny Day, la pianista e attrice Cristina Ravot, la show girl Elisa Alloro, Emanuela Romano, presidente dell'Associazione «Silvio ci manchi» e la giornalista Rachele Restivo, conduttrice su Italia1 del programma Passion: erotismo per donne.

Della comitiva delle aspiranti deputate europee fanno parte anche le ripescate Ginevra Crescenzi e Lara Comi, candidate senza successo alle ultime Politiche, Antonia Ruggiero, proveniente dalla Nuova Dc, Giovanna Del Giudice, Chiara Sgarbossa, Silvia Travaini, Assunta Petrone, Letizia Cioffi e la «misteriosa» (riferisce Libero) Giada, di nazionalità lituana. Una compagine nella quale la ciliegina sulla torta la fanno le gemelle Eleonora e Imma De Vivo, reduci dall'Isola dei famosi.

Tutte pronte, quindi, a sedersi sui più alti scranni? «Dovete studiare - frena il premier, rivolto alla sua scuderia - e prepararvi sul funzionamento delle istituzioni europee e internazionali», distribuendo alla platea sgallettante un "bigino" informativo. Insomma, la candidatura non è assicurata a nessuna: prima il manualino dell'aspirante politica in 24 ore, poi le audizioni (pardon, i colloqui). Alla presenza di uno psicologo, si precisa.

(Libero News)


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Buona Giornata
Bac
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venerdì, 17 aprile 2009
Amici Miei, da oggi questo blog sarà LISTATO A LUTTO, per il seguente motivo...

Battaglia e Facchinetti fermamente contrari all’ipotesi di abbandonare

Divorzio tra i Pooh dopo 38 anni

Il batterista-manager D’Orazio lascia: niente scioglimento, sarà rimpiazzato

Ha chiesto una forte buonuscita: l’accordo è stato raggiunto dopo estenuanti e litigiose trattative

MILANO - Stefano D’Ora­zio, batterista dei Pooh dal 1971, quando sostituì Valerio Negrini deciso ad abbandona­re la scena per essere solo auto­re (il 5ËšPooh dietro le quinte), lascia la storica formazione. E sarà sostituito. Gli altri tre Po­oh infatti non vo­gliono sentir parla­re di scioglimento. La notizia circolava da parecchio tem­po. Ora è ufficiale.

LA STORIA - Comunque, se ne saprà di più doma­ni, nella conferenza stampa durante la quale sarà presenta­to l’album di addio dell’attuale forma­zione (uscirà l’8 maggio). La crisi era in atto da tempo. Nell’ultimo anno e mezzo era andata crescendo la tensione fra Stefano D’Orazio, che è an­che responsabile della parte fi­nanziaria e manageriale del complesso, e gli altri tre. D’Ora­zio (che a Natale aveva manda­to sibillini auguri individuali annunciando un 2009 di «gran­di cambiamenti») non si è mai sposato e non ha figli. Ai com­pagni rinfacciava di aver sem­pre avuto sulle sue spalle la complessa macchina organizza­tiva dei Pooh. Insomma a lui il ruolo faticoso della locomoti­va. Il gruppo ha una sede pro­pria alla periferia sud di Mila­no con uffici, sale di registra­zione, capannoni e molti dipen­denti fissi, dove vengono alle­stiti i faraonici spettacoli che li hanno resi famosi. Così, quan­do D’Orazio ha deciso di abban­donare, ha chiesto una grossa buona uscita. L’accordo, dopo estenuanti e litigiose trattative, è stato raggiunto. Ad aggravare le tensioni, l’ul­timo progetto discografico nel quale la band propone una se­rie di successi di altri comples­si. Il disco, prodotto con gran­de cura e molto reclamizzato, è andato bene. Non così il tour: i fans non si sono mostrati di­sposti ad ascoltare dal vivo i Po­oh con canzoni diverse da quel­le del loro repertorio.

I SINGOLI E IL GRUPPO - I singoli Pooh poi, negli ulti­mi tempi, hanno speso molte energie in progetti individuali. Stefano D’Orazio ha lanciato nelle scorse settimane la can­tante Silvia Di Stefano, corista dei Pooh, figlia della cantante Lena Biolcati (che ebbe una breve stagione di popolarità qualche decennio fa), attuale compagna del batterista. Dodi Battaglia si è dedicato anima e corpo alla produzione di una nuova cantante di nome Corinne. Red Canzian ha mes­so in gioco la sua faccia a Sanre­mo per lanciare la figlia Chiara nata dal suo precedente matri­monio con la cantante Delia Gualtiero. Mentre Roby Facchi­netti ha aiutato a spada tratta il figlio Francesco, che, dopo l’esperienza sanremese, si è tro­vato a mietere successi come presentatore televisivo. La decisione dei Pooh arriva dopo quasi un anno di consul­tazioni. Una prima ipotesi di scioglimento con cessione in toto dei diritti alla loro attuale casa discografica, la Warner, che li ha ereditati dalla vecchia Cgd della famiglia Sugar, si sa­rebbe scontrata su un’offerta economica inferiore alle aspet­tative. Lo scioglimento poi tro­va la ferma opposizione di Do­di Battaglia e Roby Facchinetti poco disposti a rinunciare al piacere delle esibizioni dal vi­vo. Roby Facchinetti, Dodi Batta­glia, Red Canzian (rispettiva­mente tastierista, chitarrista e bassista) liquideranno dunque il batterista-manager e prose­guiranno con tanto di tour esti­vo ancora con D’Orazio. Poi ar­riverà un nuovo batterista. Da un punto di vista tecni­co- musicale la cosa non do­vrebbe creare problemi. Inso­stituibile, nei Pooh, è solo il nu­cleo Facchinetti-Negrini, sia per la capacità di scrittura di­mostrata nei decenni («Tanta voglia di lei», «Pensiero», «Uo­mini soli») sia per la particola­rissima timbrica di Facchinetti. Sostituire invece il ministro delle finanze Stefano D’Orazio non sarà semplice.

Mario Luzzatto Fegiz

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Buona Giornata (Ma quale biuona giornata...)
Bac (o ciò che rimane di me...)
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lunedì, 13 aprile 2009
Amici Miei, sono andato a vedermi Dragonball Evolution.

Vi dico subito che le mie paure di qualche giorno fa riguardanti la traduzione dei nomi erano più che giustificate. Ma quello è il male minore. 'Sto film, secondo me, l'hanno proprio sbagliato. Cara la mia tuenti centuri focs,h ai toppato. Io capisco che gli autori abbiano dovuto fare i quadrupli salti mortali per condensare in 90 minuti più o meno un centinaio di puntate del cartone animato... però forse poco poco meglio si poteva fare. Vi racconto la storia e tra parentesi le differenze col cartone. E' il giorno del diciottesimo compleanno di Goku. Il giovane si sta allenando col nonno (Il nonno di Goku, Gohan, viene ucciso quando Goku è ancora un bambino). Goku sa di essere forte ma il nonno non vuole che lui usi i suoi poteri contro gli altri perché sarebbero troppo deboli. Essendo il compleanno di Goku, Gohan gli regala la sfera del drago con le quattro stelle. A scuola però (A scuolaaaaaa?!?!?!?!?!?!?) Goku viene continuamente vessato dagli altri ragazzi [uno di questi è il figlio nero di Donna Logan...] ma lui resiste. Tra i compagni di classe di Goku c'è anche Chi-chi (Ma che stai a ddì, aho! Goku e Chi-chi si conobbero da bambini, e da subito lei decise che si sarebbero sposati) e lui timidissimo prova a conquistarla. La sera Goku va alla festa di Chi-chi e lì finalmente fa in modo che i fichetti rompiscatole si spriculino di mazzate fra di loro. Chi-chi è in visibilio, ma Goku sente che qualcosa a casa sua non va. Torna a casa e la trova distrutta.  E' stato Piccolo (Al Satan) che voleva rubare la sfera del drago (Ma no! Il nonno di Goku viene ucciso da Goku stesso trasformato in scimmione!). Quando Goku arriva a casa, il moribondo nonno gli spiega cosa è successo e gli chiede di cercare il Maestro Muten (Il Genio delle Tartarughe di mare). Subito dopo arriva Bulma che sta cercando una sfera che gli è stata rubata. Conosce Goku e si unisce a lui nella ricerca delle sfere, aiutata dal Dragon Radar (Radar cerca-sfere). Riescono a trovare il Maestro Muten che vive nel centro di una grande città, in una zona al centro di un cratere... (Va bene, in questo modo volevano trasformare l'isola del Genio in un'isola cittadina...) Il Maestro Muten ha la camicia giusta, le riviste giuste, MA HA I CAPELLI!!! E una sfera del drago. Bisogna trovare le altre. Nel deserto inaspettatamente i tre trovano un luogo in cui i ragazzi si allenano per il torneo di arti marziali. Tra questi c'è anche Chi-chi. La ricerca delle sfere porta ancora i nostri nel deserto, dove cadono letteralmente in una buca scavata da Yamcha (Yamko, qui orfano di Pual...). Sotto la buca il radar trova una nuova sfera. Piccolo manda sulla terra la sua aiutante Mei per rubare le sfere di Goku (Mei era l'aiutante di Pilaf, non di Al Satan!). Con uno stratagemma la cosa riesce. Muten insegna a Goku come sfruttare il Ki per dominare gli elementi e quindi creare la Kamehameha (l'onda energetica, ma perché non la chiamano onda energetica? Sigh... Sigh...) Lo scontro finale vede Piccolo alle prese con Muten che si è fatto preparare un'anfora che dovrebbe imprigionare lo spirito del mago cattivo (e qui ci siamo), ma Piccolo sa di poter contare sull'aiuto del suo antico servo: Oozaru, un gigantesco scimmione! L'eclissi di sole fa trasformare Goku in questo scimmione, ma Goku ha imparato da suo nonno a credere in se stesso, così riesce a dominare la trasformazione e tornare normale (MA SIETE SCEMI? La trasformazione avviene con la luna piena e SOLO quando Goku ha la coda! Niente coda, niente traformazione! E non c'è modo di far ragionare lo scimmione!!!) . Goku tornato normale sconfigge Piccolo dandogli una capocciata sullo sterno (che ricorda molto quella originale, ma non lo trapassa.) Nella battaglia Muten muore. Ma Goku richiama il drago Shen-Ron e tutto finisce bene.


In conclusione: il film è troppo breve! Le cose si sviluppano in maniera troppo frettolosa e si arriva al dunque troppo presto. Il buon Akira Toriyama compare nei titoli di coda come produttore esecutivo, quindi non potrà lamentarsi troppo della riuscita della storia, anzi è probabile che molte scelte le abbia fatte proprio lui. Il film per chi non conosce la storia è godibile ma, ripeto, troppo breve. Per chi la caonosce... che te lo dico a fare... Se andate al cinema a vederlo, non alzatevi appena vedete i titoli di coda altrimenti vi perdete la sorpresa finale.

Lati positivi: L'attore che interpreta Goku (a parte i capelli impossibili da riprodurre) va benissimo. Chi-chi è una bonazza di primissima categoria.  Apettiamo di vedere i sequel, magari con Vegeta e gli altri. Ah, a proposito: NON C'E' CRILI!!! Ma si può?!?!?!?


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Buona Giornata
Bac
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mercoledì, 08 aprile 2009
Amici Miei, una comunicazione importante.

Un camion in partenza da Lecce per l'Abruzzo attende di essere riempito. L'iniziativa è privata e parte dalla mia fidanzata Francesca Montefusco. Siamo in contatto diretto con la protezione civile di L'Aquila che ci ha detto che c'è bisogno di TUTTO e soprattutto di cibi che non hanno bisogno di cottura per essere consumati (quindi latte, tonno, scatolame vario ecc.) e ALIMENTI PER CILIACI! Naturalmente servono coperte, asciugamani, vestiti, scarpe, ciabatte, omogeneizzati, biscotti, biberon, sterilizzatori e tutto ciò che occorre a un neonato, medicinali, spazzolini da denti, dentifrici, saponi, salviettine umidificate.
Servono anche frigoriferi e congelatori.
Insomma immedesimatevi nella tragedia: stavate dormendo e un minuto dopo non avete più nulla! Solo il pigiama che avevate addosso quando siete andati a letto!
Contattate Francesca al 329 2237426 o me al 349 3964051.

Il camion partirà sabato notte, ma una seconda partenza è prevista tra qualche settimana.

CENTRI DI RACCOLTA

Nardò: libreria "I Volatori" in Piazza delle Erbe. (0833.567062 - ore 8.45 - 13.00 e 16.30 - 21.00)
Muro Leccese: Via Giovanni XXIII, 2.
Galatone: Giuseppe Resta, via Garibaldi, 59 - ore 17,00 - 20,00
Lecce: KNOS, Via vecchia Frigole, 34 - ore 10,00 - 13,00 / 15,30 - 18,30
Aradeo: Via Grandi, 58


Ricordate inoltre che tutto l'Abruzzo è stato colpito dal sisma non solo L'Aquila!!!

Vi aspetto numerosi.

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domenica, 29 marzo 2009
Amici Miei, ecco a voi la replice della seconda puntata di...


DELITTO
ALL'UNIVERSITA'

Seconda Puntata

 


Riassunto delle puntate precedenti.

Una ragazza sta camminando di sera tardi e la uccidono.

 

 


PARTE PRIMA

Capitolo Primo


NOTTE DA LUPI

 

 

“Segui un'ombra e sempre ti sfugge
Sembra sfuggirti e t'insegue.”

 

 

 

"Calò ci?"
"Calò, quello del forno di dietro a Graffia... "
"Ah, ora ho capito... ddaveruuuu?"
"Shh, zitto. Sta arrivando iddhu!"
Nel buio della notte, preceduto da uno stormire di gomme stridenti e un ululato di sirene spietate, l'Ispettore Lucas fece il suo ingresso trionfale sul luogo del delitto. Barcollò un po' scendendo dall'autocivetta. Bestemmiò i defunti all'autista. Poi sputò lo stuzzicadenti, si ravviò la pelata e si avviò con passo ancora incerto verso il lenzuolo bianco chiazzato di scuro che vide steso per terra sui gradoni dell'ingresso della Fine Arts Academy. Quelli della scientifica in tutina aderente con le babbucce bianche raschiavano sangue dal portone di legno massiccio. Gli ultimi clienti del cinema a luci rosse cercavano di sfuggire agli sguardi pruriginosi dei curiosi che si erano accalcati a pochi passi dal cadavere.
"... e c'è pure sua moglie... che vergogna... e non le fanno quelle cose, invece di vedersele al cinema!"
"Nndh... che se quello neanche la ... non ce la fa più...".
E via di questo passo. L'ispettore Lucas si strofinò il naso e trasse dal taschino un altro stuzzicadenti.
"Andrews - urlò - mi liberi di questi pettegolazzi."
Andrews si avviò verso i curiosi urlando "Sciò! Sciò! Isti!". Non ottenne il benché minimo risultato. Tornò verso Lucas.
"Mi dica tutto quello che sa, Andrews."
"Mah, a quanto ne sappiamo noi quello davvero non la ... non ce la fa più a fare certe cose, però... non sai?"
"Andrews! Mi dica tutto ciò che sa... SULLA VITTIMA!"
"Ah... AH! La vittima, già! Mo' mi ero un attimo... non sai? Ehm... Non sa? No, comunque la vittima è una ragazza, età apparente 25 anni, carina, stacco di coscia fenomenale... brunetta, con la frangetta qua e due occhi comba': na cerbiatta!"
Sorte mia pensò Lucas.
"Com'è morta?"

"Uccisa."
"Ah sì?"

"Sse."
"..."

"..."

"Vada a casa Andrews. O'Maryan, può venire un attimo per favore?"
"Subito ispettore."
O'Maryan era l'anatomopatologo forense ufficiale del distretto di polizia di ***. Uno di cui Lucas si fidava abbastanzamente.
"Che mi sa dire dell'omicidio?"
"Colpo di pugnale. La lama ha attraversato la nuca, ha strappato l'esofago, si è aperto la strada attraverso la gola ed è fuoriuscita dalla parte davanti."
"Fulmine! E che lama era?"

"Almeno trenta centimetri, ispettore."

"Quindi l'omicida ha colpito per uccidere."

"So?"

"..."

"E dice che non ha colpito per uccidere?"

"Hm..."

O'Maryan tornò al suo lavoro. Andrews si accostò a Lucas.

"Andrews. Mi sa dire qualcosa sull'identità della vittima?"

"Veramente me ne stavo andando a casa."

"Andrews..."

"No ispettore. Niente documenti."

"Sicuro? Abbonamento dell'autobus... tessera del supermercato... niente?"

"Niente. Ah vabbè, c'è il libretto universitario."
"Che cosa?!?!?"

"Il libretto universitario."

"Ma se c'è il libretto perchè mi ha detto niente?"

"Eeeh ispettore il libretto universitario non è valido come documento di riconoscimento!"

Lucas si mozzicò le nocche.

"Vada a prenderlo Andrews. La prego per favore, me lo vada a prendere."

"Subito ispettore." E si allontanò.

Il vento continuava a spazzare la piazzetta, increspando i rigagnoli di sangue che si partivano dal lenzuolo e colavano giù verso la Fine Arts Academy. Una folata più forte scostò il telo dal volto della ragazza. Lucas colse lo sguardo vitreo di lei, ne vide il volto pallido, la fronte, gli zigomi alti, la bocca carnosa. Le lacrime agli angoli degli occhi. Si inginocchiò quasi premuroso davanti al corpo. Lo stuzzicadenti gli cadde dalla bocca. Andrews arrivò con il libretto universitario. Ma a Lucas non serviva più. Lui conosceva quella ragazza. La conosceva perfettamente.


Fine Seconda Puntata

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categoria:delitto all università, baccarchivio
mercoledì, 25 marzo 2009
Amici Miei. Chi mi conosce sa che ho una passione sconfinata per l'Irlanda. Per tutto ciò che la riguarda, la cultura, la musica soprattutto. La mitologia. Per motivi che non riesco a spiegarmi provo per l'Irlanda un senso di appartenenza che non provo per il Salento. Vi sembra una cosa normale? A me no. Però non posso liquidare la faccenda come una sfaccettatura del mio non essere normale. Deve esserci qualcosa di più. L'altro giorno ero a casa di Francesca e schiacciavo un pisolino sulla poltrona del divano. Mi sveglio cullato dal suono inconfondibile di una musica irlandese "She moved through the fair". Oltre alla musica si sentivano spari e colpi di mitragliatrice. Nel dormiveglia capivo che si trattava di un film di guerra. Quella musica mi entra dentro, mi riempie completamente, non apro gli occhi fino a quando non smette. Era la scena finale di "Michael Collins", un film di Neil Jordan con Liam Neeson nel ruolo dell'uomo che ha dato il via all'indipendenza della Repubblica Irlandese. Ma come sono stato bene ascoltando quella musica a tutto volume. Stamattina Rai4 ha mandato il film in replica, e io me lo sono ascoltato tutto seduto al computer mentre lavoro al nuovo numero di Naturalia. Non ho visto il film, l'ho ascoltato. Le musiche ovviamente erano fantastiche! Sinead O'Connor, Davy Spillane... Ma anche la storia raccontata mi ha preso come fosse la storia dei partigiani italiani! Io non credo davvero di avere ascendenti nordeuropei, a meno che Baccassino non sia una storpiatura di Mac Cassino... E allora perché? Perché c'è l'Irlanda dentro me?

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Buona Giornata
Bac
Postato dal Cantarettista Malincomico: Baccassino alle 11:28 | Permalink | commenti (5)
categoria:bacpensiero
domenica, 22 marzo 2009
Amici Miei, innanzitutto vi ricordo che se stasera alle 18,30 vi trovate a passare da Seclì, potrete fare una capatina nella sala consiliare del Comune per vedere con me il mio film "Li Promessi Sposi".
Poi.

Il dieci aprile di quest'anno sarà un giorno importantissimo. Prima di tutto perché è il mio compleanno. POi perché ricorre l'anniversario della tregua irlandese. Ma SOPRATTUTTO perché proprio il dieci aprile uscirà al cinema il film DRAGONBALL EVOLUTION! Finalmente Goku e compagni saranno protagonisti di un film della 20th Century Fox. E allora io voglio fare un monito assoluto ai curatori della versione italiana. Badate bene: spero vivamente per voi che vi siate fatti aiutare da qualcuno che conosce bene e a fondo la saga di Dragon Ball, perché se vaado al cinema e comincio a vedere personaggi con i nomi diversi rispetto al cartone animato M'INCAZZO! Già mi sono incazzato quando ho visto i flm d'animazione, così come mi sono incazzato quando ho sentito il doppiaggio dello "Star Trek" cinematografico in cui il celeberrimo "Teletrasporto" veniva chiamato "I Trasportatori". Guardate: se COME MINACCIATO NEL TRAILER cominciano a dire "Ci Ci" invece di "Chichi", o Yamcha invece di Yanko, o Piccolo invece di Junior, o maestro Muten invece di Genio o ancora peggio KAMEHAMEHA invece di ONDA ENERGETICA: LI DENUNCIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!
Intanto eccovi il trailer.
 

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Buona Giornata
Bac
Postato dal Cantarettista Malincomico: Baccassino alle 11:20 | Permalink | commenti (8)
categoria:bacpensiero, baccaltrui, baccuriositÃ